L’enigma Papa Francesco. Terza e ultima parte.

di Patrizia Stella (26/01/2014)

 

Molte persone impegnate nel mondo socio-politico, preoccupate di come sta andando tutto alla deriva, compresa l’economia, ritengono inutili queste “diatribe” sul Papa, sulla Chiesa e sulla fede perché il vero problema a loro avviso, è anzitutto “umano”, cioè quello di salvare l’Italia dal crollo economico e morale attraverso mirate e opportune strategie socio-politiche e non religiose! Certamente è di basilare importanza l’aspetto umano, con tutte le scienze pedagogiche, sociali, politiche, ecc. perché è assurdo voler costruire la casa senza cemento e mattoni, però se ci illudiamo di costruirla senza l’aiuto di Dio, anzi rifiutandolo come fosse un intralcio ai nostri progetti, è come se usassimo cemento e mattoni di prima qualità, ma andassimo a porre le fondamenta sulla sabbia, per cui, come dice Cristo nel Vangelo, alle prime piogge, questa casa crollerà.

L’umanità non può più prescindere da Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, e dalla Chiesa voluta da lui, forte baluardo contro il potere delle tenebre e difesa della nostra vita umana e soprannaturale, come afferma S. Pietro: “Non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo, nel quale è stabilito che possiamo essere salvati”. In tutto questo la figura del Papa riveste un ruolo di basilare importanza, perché per i cristiani è il Vicario di Cristo, cioè la massima autorità spirituale, e per i non cristiani rappresenta sempre una “Voce” morale autorevolissima.

Ne è ben convinta la massoneria, la quale, consapevole della potenza soprannaturale della Chiesa, vuole neutralizzare la sua forza spirituale proprio dall’interno, coinvolgendo Vescovi, Cardinali e lo stesso Papa, al fine di indebolire tutto il tessuto socio politico della Nazione, in particolare dell’Italia, sede del Papato, (di quello vero), ma anche allo scopo di rendere più debole e vulnerabile il mondo intero per poterlo più facilmente manovrare in vista dell’instaurazione del “Nuovo Ordine Mondiale” assoggettato a Satana, dal quale essi credono (poveri illusi) di avere potere, successo e denaro. Le dispute sulla Santissima Trinità sono cose di vecchi tempi che non interessano più, dicono gli orchestratori del Male, ma c’è una mossa strategica “vincente” per far crollare tutti gli uomini in massa e subito, ed è quella del sesso liberalizzato, anzi imposto come diritto-dovere.

Infatti chi avrebbe mai potuto escogitare un programma più diabolicamente perverso come quello del “gender”, imposto come obbligo scolastico sin dall’asilo, per distruggere l’umanità in massa e in fretta, riducendo l’uomo a povero idiota senza cervello, in balìa delle sue tendenze più basse, se non la massoneria che ormai imperversa ovunque perché non trova più opposizione nemmeno da parte della Chiesa? Molti laici, associazioni, scuole ecc. si sono mobilitate per rivendicare il diritto del bambino ad avere un padre e una madre in una famiglia costituita da un solo maschio e da una sola femmina, come è stato sempre nella storia dell’umanità. Ma quale voce da parte della Chiesa si è alzata per tuonare contro questo crimine? Si tuona contro il capitale, contro le ingiustizie sociali, contro la Chiesa ricca, contro i morti a Lampedusa, però non si sente nessuna autorità ecclesiastica, ancor meno Papa Francesco, che punti il dito contro questo crimine diabolico contro l’umanità, il più pericoloso in assoluto di tutti i crimini perché si uccide l’innocente nel corpo e nell’anima! La Chiesa preferisce ignorare, tacere, peccando di gravissime omissioni di cui il Signore chiederà conto a ciascuno a seconda delle sue responsabilità. Oppure si sente qualche debole e incerto commento, come da un’intervista di Mons. Paglia, discorso talmente nebuloso che la gente capì così: “Cari amici omosessuali, fate pure quello che volete che è nel vostro diritto, purchè non abbiate la pretesa di chiamare matrimonio la vostra unione!”. Assurdo! Inconcepibile! Perché bisogna spiegare che al di là dell’assurdità di chiamare matrimonio qualunque unione e del diritto del bambino di avere un padre e una madre, la Chiesa deve avere il coraggio di andare oltre e di affermare con forza che si tratta di atti intrinsecamente contro natura, che creano sofferenza, malattie e morte, e che si possono vincere con l’aiuto di Dio, come moltissimi stanno facendo nel silenzio dei media. Ma chi parla chiaro? Di chi hanno paura? Delle lobby gay, del loro potere, dei loro ricatti e delle loro ritorsioni.

Sono le stesse e potenti lobby gay massoniche che spadroneggiano anche in Vaticano a dettare le “linee guida ecclesiastiche” a tal punto da costringere un grande Papa come Benedetto a dare le dimissioni, chissà dietro a quali terribili ricatti, proprio nel periodo in cui, guarda caso la coincidenza, egli trovò il coraggio di fissare dei grossi paletti all’avanzata dell’omosessualità nella Chiesa e nei Seminari! Non per nulla fu scelto un successore, Bergoglio, già noto negli ambienti ecclesiastici per la sua visione più “liberale” il quale, sin dal primo momento della sua elezione, promise grandi riforme, grandi cambiamenti nella Chiesa. La Chiesa si può “riformare” in meglio ma anche in peggio, a tal punto da farle perdere la sua “identità soprannaturale”, come ha fatto Lutero. E che l’artefice di questo possa essere un monaco come Lutero o Vescovi eretici come Ario o Nestorio, o un Papa come Francesco, poco importa al diavolo quando il consacrato perde la bussola e si propone ufficialmente come grande riformatore, forse anche in buona fede, questo non lo sapremo mai, però i risultati finora sono chiari: la massoneria sta imperversando nel mondo partendo dai diritti gay, grazie alla subdola collaborazione di politici e di ecclesiastici di spicco.

È inutile che fingiamo che sia normale ciò che sta accadendo nella Chiesa perché ci consola il fatto che folle numerose osannano Papa Francesco fino alle lacrime! La gente è davvero disperata per la situazione del mondo e ricorre ovviamente al Papa come figura che dà calore umano, sicurezza perché riporta al sacro, a Cristo, di cui c’è tanto bisogno. Meglio così, ovviamente, tuttavia la presenza di due Papi viventi in una situazione di immoralità spaventosa e di eresia all’interno della Chiesa a tal punto da indurre Papa Benedetto a chiamarla “autentica sporcizia” è davvero inquietante e ci interpella molto seriamente. Adesso molti parlano dei “nostri due Papi Benedetto e Francesco”, come se fosse la normalità, due Papi molto amici che, a differenza di quelli del passato che si facevano la guerra per la supremazia, si aiutano e completano a vicenda, dicono, uno per la parte teologica e l’altro per quella sociale, a tal punto da avere scritto perfino un’Enciclica a “quattro mani”. Che meraviglia! Anzi, alcuni, nella loro superficialità o ignoranza, auspicano l’arrivo del terzo Papa per sistemare la tanto discussa parte finanziaria, lo IOR, e così il “sacro triumvirato” sarebbe completo! Ma questo non è assolutamente possibile perché non lo ha voluto Gesù Cristo, il quale ha consegnato le “chiavi” a uno solo, a Pietro, con la precisa consegna di tramandarlo a uno solo dei suoi successori, uno per volta, lungo i secoli! E non si rifiuta o manipola la Sacra Rivelazione impunemente!

Se ai tempi di S. Caterina da Siena e oltre, durante il travagliato periodo dello scisma d’Occidente che durò più di quarant’anni a partire dal 1400, con Papi, contro Papi e anti Papi fino ad averne anche tre contemporaneamente, c’erano personaggi illustri e perfino gli stessi santi che optavano o per l’uno o per l’altro in assoluta buona fede, tanto grande era la confusione, perché non deve essere concesso anche a noi, poveri cattolici frastornati da tante brutte vicende del terzo millennio nella società civile e anche religiosa, avere le nostre perplessità davanti alla presenza di due Papi viventi? Due che vestono lo stesso abito papale, che risiedono entrambi in Vaticano, uno che si fa chiamare Sommo Pontefice emerito, e l’altro Vescovo di Roma? Ricordiamo, ad esempio, il controverso pontificato di Giovanni XXIII, (1410-1415) (nell’elenco ufficiale dei pontefici non è riconosciuto come Papa legittimo perché fu deposto dal Concilio dopo cinque anni, così da rendere possibile che il suo nome e il suo numero fossero assunti nel 1958 da Papa Roncalli). Questo Papa era il terzo vivente, e si contendeva il primato petrino assieme a Gregorio XII romano, e a Benedetto XIII Avignonese, finchè vennero deposti tutti e tre, perché i Cardinali, dopo interi decenni di lotte, scandali e divisioni all’interno della Chiesa, decisero di nominare, nel Concilio di Costanza, un solo, legittimo Papa, e scelsero Martino V, al secolo Oddone Colonna. Ma anche lui non ebbe vita facile. Mi permetto di segnalare, a tale proposito, due libri di Roberto de Mattei “Vicario di Cristo, Il primato di Pietro tra normalità ed eccezione, ed. Fede & Cultura, e “La Chiesa nella tempesta”, Sugarco Edizioni.

Siamo tutti in trepidante attesa del Sinodo voluto da Bergoglio sulla famiglia perché, dalle premesse “a vasto raggio” che circolano e dalla intervista rilasciata dal Card. Maradiaga, braccio destro del Papa, al quotidiano tedesco “Kolner Stadt-Anzeiger” ci sono frasi che destano molta preoccupazione, come questa: “Per quel che riguarda il matrimonio Cristo dice “ciò che il Signore ha unito, l’uomo non può separare. Sono parole che non si discutono. Si possono però interpretare!”. “Interpretare” come? Quando Cristo afferma che “il vostro parlare sia si, si; no, no perché il resto viene dal maligno!”. Che non si venga a dire, come sempre, che sono i giornalisti a male interpretare, per favore, perché ormai abbiamo la possibilità di verificare tutti i discorsi dalle vere fonti.

cq5dam.web.800.800 (2)PAPA FRANCESCO E LA LITURGIA

Ma nell’attesa di eventi sempre più sconcertanti che ci inducono a pregare più intensamente per la Chiesa, credo sia doveroso per un cattolico puntare l’attenzione su quello che dovrebbe essere:

IL FULCRO DEL PONTIFICATO DI QUALUNQUE PAPA, CIOÈ LA SACRA LITURGIA.

Papa Benedetto ha più volte ricordato che: “È nel rapporto con la Liturgia che si decide il destino della Fede e della Chiesa”, proprio perché è attraverso la Grazia conferita dai sacramenti nella Liturgia che l’anima viene fatta partecipe della vita divina, e pertanto viene redenta e santificata, e non certo con le nostre strategie umane, pure doverose e lodevoli, se possibile, ma non essenziali. E’ assodato che il punto forte, lo “stile pastorale” diciamo cosi, di Papa Bergoglio non è certo la Liturgia, quanto piuttosto le relazioni umane, i gesti affettuosi, le interviste sorpresa.

Infatti ci ha lasciati molto delusi la celebrazione della Veglia di Pasqua 2013 in San Pietro che ci si aspettava, come in precedenza, completa e solenne, mentre invece, con Papa Francesco eletto di recente, si è rivelata una “Liturgia breve” e sbrigativa, degna della povertà dei paramenti che indossava, a maggior ragione trattandosi di una delle due Veglie, Natale e Pasqua, più importanti dell’anno liturgico per un cristiano, celebrata nel “cuore” della cristianità!

Così pure la tradizionale Messa della Vigilia del Natale (24 dicembre 2013) che una volta si celebrava solennemente a mezzanotte o poco prima, quest’anno è stata celebrata a S. Pietro alle 21.30 in modo assai semplice, unica eccezione la bravura del coro che ha conferito dignità e solennità alla celebrazione, ma non si percepiva affatto quella efficacia che spinge il nostro cuore ad avvicinarsi al mistero di Dio.

Ma una cosa gravissima è avvenuta nel giorno del “Giovedì Santo” che precede la domenica di Pasqua, quando Bergoglio, nominato Papa da pochi giorni, ha rifiutato la solenne celebrazione della Messa “In Coena Domini” solitamente in collegamento mondovisione con tutti i fedeli, cerimonia importantissima da paragonare quasi alla solennità della Pasqua perché ricorda e attualizza sacramentalmente due istituzioni: l’Eucaristia e il Sacerdozio, per privilegiare una squallida Messa con “lavanda dei piedi” a sconosciuti, gesto che poteva realizzare in qualunque altro momento e non certo in sostituzione di una simile, grandissima, ricorrenza liturgica.

Altra delusione è stata domenica 13 ottobre dove ci aspettavamo dal Papa la consacrazione dell’umanità al Cuore Immacolato di Maria, mentre invece non è stato fatto nessun accenno a questo se non con una breve e generica preghiera che, a detta dei liturgisti, nulla aveva a che fare con la vera consacrazione, nonostante fedeli devoti avessero portato la statua della Madonna di Fatima a S. Pietro nella viva speranza di questa consacrazione.

Sembra che Papa Bergoglio stia abbassando il “Primato Petrino” che appartiene all’ordine Sacramentale, a livello di un ipotetico “Primato sociale”, fatto per lo più di insegnamenti pedagogici, di consigli politici, di aperture ecumeniche e interreligiose, mentre la Chiesa ci ricorda, dietro precisa indicazione di Gesù Cristo, che il compito primario di qualunque Papa è innanzitutto quello di: “CONFERMARE I FRATELLI NELLA FEDE”. Gesù Cristo, infatti, prima del suo arresto all’orto degli ulivi, prepara S. Pietro alla lotta per la fede con queste parole: “Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli!” (Lc. 22,31).

Più che confermare i fratelli nella fede sembra che Bergoglio sia più preoccupato di confermare tutti nel dialogo interreligioso. Infatti grandi perplessità ha suscitato domenica 19 gennaio, nella giornata dei migranti, quando ha esortato l’Italia ad accogliere tutti i rifugiati con l’impegno di: “custodire i valori delle loro culture di origine”. Cosa significa? Altra frase enigmatica. Che i migranti non sono tenuti a rispettare nemmeno la costituzione dei paesi che li ospitano, ignorando o disprezzando leggi, fede e costumi di chi li accoglie e li mantiene? Più dignitoso per tutti sarebbe invitarli a rimanere nella loro terra d’origine investendo per loro in attività agricole o artigianali, visto che quasi tutti hanno una casa e un campo da far fruttare. Significa forse che l’annuncio della buona novella di Cristo ai “pagani” non serve più perché essi devono custodire gelosamente le loro culture di origine, anche quelle che prevedono la lapidazione, l’infibulazione, la poligamia, i riti magici, tribali, ecc. perché l’evangelizzazione è diventata, secondo il Papa, una “solenne sciocchezza”?

La trasmissione della fede così come l’ha voluta Cristo si realizza certamente attraverso la catechesi e la parola, (fides ex auditu) ma soprattutto nell’azione liturgica dove è Cristo stesso che agisce attraverso i Sacramenti: ci fa figli di Dio col Battesimo, perdona i peccati attraverso il sacerdote nella Confessione, si rende vivo e presente nell’Eucarestia, da forza di testimoniare fino al martirio col sacramento della Cresima, lenisce le pene dei malati e toglie i loro peccati con l’Unzione sacra, rende il candidato Ministro di Dio per la cura delle anime con l’Ordinazione sacerdote, e infine conferisce forza, dignità e santità all’unione degli sposi nel matrimonio, disponendoli al dono della vita.

La vera Chiesa di Cristo sta sputando i suoi deboli germogli dalle ceneri di quella vecchia, passata al nemico, dalle catacombe della sofferenza dei suoi veri figli, torturati, crocifissi, trucidati, bruciati e massacrati a migliaia in odio a Cristo, anche quelli emarginati, umiliati, calunniati, perseguitati a causa del suo nome. Della vecchia chiesa passata al nemico rimane solo l’impalcatura esterna che presto cadrà rovinosamente su sé stessa e sopra i suoi falsi idoli, come nella profezia di Fatima ai tre pastorelli, ma proprio allora vedremo sorgere all’orizzonte la nuova Chiesa, quella custodita nel silenzio, nella persecuzione, nel martirio, quella che si fa grande a forza di essere piccola e umile, offrendo le piccole croci di ogni giorno di milioni di cristiani che lavorano e pregano in silenzio, senza ostentazione, solo per Dio, per la Chiesa e per il Papa, quello vero!

Christus vincit!

(fine)

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