La rivoluzione di Francesco. Ha abolito il peccato (Scalfari). Nessuna meraviglia: è questa la percezione generale (Raffaella)

Clicca qui per leggere l’editoriale segnalatoci da Gemma.

imageCredo che alcune affermazioni contenute in questo articolo siano di una gravità eccezionale ma personalmente non attribuisco a Scalfari alcuna colpa, perché quanto ha scritto rispecchia, in tutto e per tutto, la “percezione” generale.

Basta parlare con chiunque o ascoltare un qualsiasi dibattito televisivo per rendersi conto che l’abolizione del peccato è esattamente il messaggio che è passato in questi mesi.

Giusto? Sbagliato? Probabilmente si tratta di un errore colossale ma ormai non conta più ciò che si dice ma come viene percepito ciò che si afferma.

È il mondo dominato dai media, è la Chiesa stessa dominata dai mezzi di comunicazione che decidono di fare passare un concetto piuttosto che l’altro. Non c’è quindi più alcuna libertà di pensiero, quella eccezionale libertà garantita da chi è sempre andato controcorrente prendendosi insulti e subendo attacchi inauditi.

Mi colpisce questa frase di Scalfari: “Francesco abolisce il peccato servendosi di due strumenti: identificando il Dio cristiano rivelato da Cristo con l’amore, la misericordia e il perdono. E poi attribuendo alla persona umana piena libertà di coscienza”.

Ecco i due punti fondamentali: la misericordia intesa come “perdonismo”. Posso fare ciò che voglio perché “tanto” Dio mi persona. E soprattutto: la coscienza intesa come libertà di fare ciò che si vuole perché decido io che cosa è bene e che cosa è male.

Sono questi i passi avanti della Chiesa?

Leggiamo oltre: “Un papa rivoluzionario ci riguarda e il relativismo di aprirsi al dialogo con altre culture ci riguarda”.

Relativismo, ecco la PAROLA CHIAVE! Ecco dove si voleva arrivare!
Ma la colpa non è di Scalfari.

Che cosa si vuole dalla Chiesa?

Semplicissimo: l’autoemarginazione, la fusione con le ONG, con le associazioni caritative, con il buonismo a buon prezzo.

In sostanza: si vuole che la Chiesa diventi irrilevante, una voce fra le tante, applaudita e riverita, ma pur sempre inesorabilmente inoffensiva e insignificante.

di Raffaella (29/12/2013)

© Il Blog di Raffaella — I Papi, il Vaticano, la Chiesa Cattolica

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